Sfiducia: il sindaco si è avvalso della facoltà di non rispondere

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Siamo stati tentati di non partecipare a questo Consiglio comunale, che al pari di quello sul dibattito politico dello scorso marzo in cui si chiedevano le dimissioni del Sindaco, portava in scena la lotta - ora tutta interna - tra quest'ultimo e il PD.

La coerenza politica (questa grande sconosciuta!), tuttavia, imponeva di votare una mozione di sfiducia che, pur non condivendo in toto nei contenuti, avevamo depositato noi stessi per primi, per la raccolta delle firme necessarie a portarla in Aula.

E, difatti, se la mozione del PD era di natura prettamente politica, la nostra contestava l'operato amministrativo del Sindaco Maurizio Dipietro e della sua Giunta, rivelatisi in questi due anni del tutto inadeguati nel gestire la città per inadempienza nella buona gestione politico amministrativa, oltre che per gravi inadempienze programmatiche che hanno comportato un peggioramento dello stato di degrado della città, che è un dato incontrovertibile. 

Contestiamo, in particolare, l'inadempimento dei punti salienti del programma elettorale del Sindaco - acqua pubblica e rifiuti - che ad oggi non hanno trovato riscontro;

la fallimentare revisione dell’organizzazione degli uffici e del personale, con la conseguente paralisi delle attività comunali, lasciando intatta una struttura organizzativa farraginosa ed incontrollabile;

una delibera che aumenta la Tari di un milione di euro, giustificata da crediti inesigibili che però sono proiettati per lo stesso importo in tutti i documenti programmatori per i prossimi 3 anni, tanto da far quasi pensare che si voglia già provare a dotare la nuova società di maggiori entrare per fare bella figura con le tasche dei cittadini senza dirglielo realmente.

Gli contestiamo, ancora, tutti i grandi successi rivendicati, primo fra tutti la costituzione della società di gestione dei rifiuti, naturale conclusione di un percorso delineato dal fallimento delle Ato e che, infatti, è stato seguito in tanti altri comuni, ma, non meno importante, il recupero dei fondi per il finanziamento del Viale Caterina Savoca che arriva dalla dichiarazione di uno stato di calamità che, in ambito nazionale, è stato sollecitato al Ministero da tutte le forze politiche presenti ad Enna;

gli contestiamo la grande assenza in tutte quelle questioni che, pur non essendo di competenza comunale, riguardano il territorio ennese e la sua tutela e salvaguardia come la sicurezza stradale e la discarica a cui, da primo cittadino, non si è mai opposto.

Infine, la contestazione politica e cioè la frammentazione del quadro politico con la conclusione dell’esperienza civica, di cui il sindaco era espressione, testimoniando la dissoluzione del vincolo fiduciario che lo legava ai cittadini, dal momento che questi ultimi, votandolo, avevano premiato l'esperienza civica e non il grande partito, determinando negli stessi una sempre maggiore disaffezione e l'allontanamento alla  vita pubblica. Per arrivare ad oggi dove, risolta la crisi di Giunta, siedono quegli scranni le stesse persone che poco tempo prima avevano dichiarato il suo fallimento chiedendone le dimissioni, utilizzando il patetico alibi del "bene della città".

Il lettore attento capisce chiaramente che le motivazioni che stanno alla base del nostro voto favorevole alla sfiducia non hanno niente a che fare con quelle del PD, con cui si condivide esclusivamente il risultato finale e cioè che questa triste agonia della città possa avere fine il prima possibile e, per quanto ci riguarda, un nuovo inizio con persone realmente libere da ogni vincolo o schema della vecchia politica. 

Mentre anche il lettore meno attento alle vicissitudini politiche cittadine capisce bene che a tutte queste contestazioni, il Sindaco Dipietro non aveva alcuna convenienza a rispondere, come dimostra il fatto che ha saputo replicare solo con delle battute degne dello stesso comico che tanto aspramente criticava. 

 

I 5 stelle annunciano querela ad Alloro

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I consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Enna, Cinzia Amato e Davide Solfato, annunciano querela nei confronti del sig. Francesco Alloro per le dichiarazioni diffamatorie rilasciate a mezzo stampa in ordine all'interrogazione a risposta scritta sull’utilizzo da parte dei migranti delle strutture scolastiche.

“Consiglio vivamente al giovane Alloro di ritornare sui banchi di scuola perchè appare verosimilmente che lo stesso abbia difficoltà alla comprensione del testo”, è la risposta di Cinzia Amato che precisa:  “L'interrogazione - ammesso che qualcuno l'abbia letta prima di giudicarla - riguarda solo ed esclusivamente i migranti stranieri presenti nei centri di accoglienza la cui difficile certificazione anagrafica rende ancora più difficile la loro certificazione sanitaria, i quali frequentano le aule scolastiche in orari pomeridiani quando le aule sono completamente vuote secondo dei progetti di formazione che prevedono che gli stessi si rechino accompagnati dagli operatori dei centri di accoglienza, in strutture adibite con aule scolastiche per ricevere una formazione; come può esserci quindi discriminazione nello individuare altri locali se quelli che utilizzano di pomeriggio già vengono riservati solo a loro? Nulla a che fare con i bimbi stranieri che quotidianamente e regolarmente frequentano durante gli orari scolastici le aule.

Il Commissariameto del PRG è l'inevitavile conclusione di un iter vergognoso

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Il Commissariameto del PRG è l'inevitavile conclusione di un iter vergognoso
Il Commissariamento di un Comune è senza alcun dubbio un fallimento per il Consiglio Comunale e per l'Amministrazione vigenti, ma imputare la mancata adozione di un PRG datato "1993" ai consiglieri del M5S, presenti in Consiglio da soli due anni, è certamente un goffo tentativo di strumentalizzare i fatti cadendo nel patetico. 
 
Con tutta la nostra inesperienza, abbiamo cercato di eliminare alcune aberranti previsioni contenute nel Piano e di migliorarlo nei limiti del possibile, dato che il nuovo PRG appare come un mero esercizio accademico, datato e anacronistico, che non tiene conto delle reali necessità della città di Enna e del suo territorio, delle sue peculiarità urbanistiche, architettoniche, geomorfologiche, ambientali e sociali.

L'obbligo delle vaccinazioni riguarda anche gli stranieri

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L'obbligo delle vaccinazioni riguarda anche gli stranieri

Il Movimento 5 Stelle ha presentato un'interrogazione a risposta scritta al Sindaco di Enna al fine di conoscere quanti sono attualmente i minori stranieri che frequentano le aule scolastiche e soprattutto se gli stessi sono stati sottoposti alla profilassi di vaccinazione prevista dal Ministero della Salute. In caso contrario, per i portavoce ennesi, occorrerebbe valutare l’opportunità di individuare dei locali da destinare esclusivamente alla formazione scolastica degli stranieri.

Con l’inizio del nuovo anno scolastico”, spiega Cinzia Amato, “diversi genitori hanno lamentato forte preoccupazione per l’utilizzo di alcune aule scolastiche da parte dei migranti attualmente presenti sul territorio di Enna.

La preoccupazione nasce dal fatto che le recenti norme in materia sanitaria impongono l’obbligo di vaccinazione per gli studenti che frequentano la scuola dell’obbligo “Al fine di assicurare la tutela della salute pubblica e il mantenimento di adeguate condizioni di sicurezza epidemiologica in termini di profilassi e di copertura vaccinale, tale obbligo è esteso anche ai minori stranieri non accompagnati”.

 

Inoltre”, precisa Davide Solfato, “il Ministero della Salute, recentemente, ha emanato la circolare con le prime indicazioni operative alle Regioni che dovranno applicare concretamente il decreto che impone le vaccinazioni per accedere alla frequenza scolastica, precisando che la profilassi 'riguarda altresì minori stranieri non accompagnati che si trovano per qualsiasi causa nel territorio dello Stato'. Chiediamo, quindi, che l’Amministrazione comunale supervisioni tale situazione verificando se gli obblighi vaccinali vengano rispettati da tutti, italiani e stranieri”.

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