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3. AMBIENTE

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3 - AMBIENTE

3.1 - GESTIONE DEI RIFIUTI

La gestione dei rifiuti nella nostra città, è una problematica che sta creando parecchi disagi ai nostri cittadini, costretti a vivere in un luogo sempre più sporco e degradato, nonostante siano obbligati a pagare un ingente somma di denaro al gestore EnnaEuno s.p.a.

Per porre fine a questa inefficiente gestione finalizzata esclusivamente all'uso delle discariche, è necessario attuare metodi alternativi che rispettino in pieno i dettami della normativa per la gestione civile dei rifiuti urbani e speciali.

Il D.Lgs. 5 febbraio 1997 n. 22 "Decreto Ronchi" e s.m.i., recepisce le direttive della Comunità Europea, privilegiando metodi che limitano al minimo l'uso delle discariche, promuovendo sistemi tendenti a limitare la produzione di rifiuti, a riciclarli, a riutilizzarli o a produrre energia.

Lo scopo primario è quello di sensibilizzare i cittadini ad assumere un atteggiamento rispettoso verso l'ambiente, premiando chi contribuisce in modo intelligente allo smaltimento dei rifiuti.

La strategia "Rifiuto Zero" permette un serio risparmio economico dei costi: allo stato attuale la spesa annuale per lo smaltimento dei rifiuti nella provincia di Enna è di € 9.765.170,69 (senza considerare le altre spese che esulano dai costi di smaltimento, del personale, dei mezzi, etc.). Come è noto ormai da tempo, i comuni che hanno adottato la raccolta differenziata hanno invertito il trend negativo, ottenendo risultati positivi in termini economici e di benessere collettivo.

Oltre a ciò, bisogna tenere conto della gravità economica debitoria, frutto delle scelte antieconomiche e clientelari da parte di EnnaEuno s.p.a. in ambito provinciale: i Commissari liquidatori hanno stimato un “buco economico” di circa 250 milioni di euro. La quota del debito presunto imputabile al solo Comune di Enna si aggira intorno ai 25/30 milioni di euro.

In considerazione di ciò è necessario avviare al più presto un processo virtuoso e di sostanziale risparmio. Ciò è possibile attraverso una efficiente raccolta differenziata che permette di tenere pulito l'ambiente e di ridurre l'utilizzo delle risorse naturali.

Il cittadino che partecipa alla raccolta differenziata potrà anche godere di agevolazioni fiscali con conseguente risparmio economico secondo il principio “chi più differenzia meno paga”.

AZIONI

§      Avviare iniziative con i cittadini per l'educazione ambientale, finalizzate alla corretta gestione del rifiuto ed ai vantaggi derivanti dalla raccolta differenziata, come la “tariffa puntuale”.

§      Attivare in tutti i quartieri della città di isole ecologiche comunali, per un sistema di raccolta del rifiuto ecologico, responsabilizzando i cittadini a procedere alla differenziata in tre livelli: di quartiere, vie e porta a porta.

§      Adottare, in alcuni punti della città, gli ecopoint per la raccolta di rifiuti come vetro, plastica, alluminio, carta. Il conferimento dei rifiuti avverrà tramite macchine automatizzate, ottenendo in cambio dei guadagni tramite il sistema di raccolta punti, da spendere presso i negozianti della città di Enna che aderiranno all'iniziativa.

§      Sensibilizzare le principali attività commerciali ad istallare, presso i propri punti vendita, delle postazioni automatiche Ecobank che rilasceranno buoni per la spesa in cambio della raccolta differenziata.

§      Incentivare tramite campagne informative la raccolta di rifiuti speciali inquinanti come pile esauste, oli esausti, liquidi inquinanti e farmaci scaduti.

§      Proteggere le fasce deboli e le attività commerciali attraverso la regolamentazione della tariffa.

§      Applicare l’articolo 24 della legge 164/2014 “Sblocca Italia” mediante deliberazioni comunali che prevedono la riduzione dei tributi per quei cittadini che, singolarmente o in associazione, prestino servizio di volontariato per attuare delle azioni di tutela e valorizzazione del territorio e specificatamente contribuiscono alla pulizia dei luoghi pubblici in proporzione al servizio offerto (il c.d. “Baratto amministrativo”).

§      Attivare gratuitamente un servizio di trasporto per rifiuti di grosse dimensioni (elettrodomestici, apparecchiature elettroniche e arredi) per quei cittadini impossibilitati a trasportarli dalla propria abitazione ad un Centro Comunale di Raccolta (C.C.R.).

§      Realizzare un programma dedicato alle attività di ristorazione (bar, ristoranti, mense, etc.), tramite la raccolta differenziata della frazione organica e di quella secca (carta, vetro, alluminio, plastica) e sensibilizzare le stesse attività commerciali al mantenimento del decoro delle attinenti aree esterne.

§      Introdurre l’obbligo di separazione dei rifiuti nei mercati, nelle feste patronali e in tutti gli eventi all’aperto.

§      Introdurre l’obbligo a tutti gli uffici pubblici a differenziare i rifiuti previa consegna di contenitori specifici.

§      Collocare posacenere e contenitori per le gomme da masticare nelle zone storiche e nelle zone con maggiore affluenza della popolazione.

§      Applicare in modo rigoroso le sanzioni previste dalla legge per chi non rispetta i luoghi pubblici attraverso un più attento controllo da parte delle forze di polizia.

§      Patrocinare le iniziative finalizzate alla nascita di mercatini del baratto e dell'usato, ovvero rivolte alla sensibilizzazione al riuso, anche attraverso l'individuazione e concessione stabile di spazi o locali di proprietà comunale.

§      Mettere in funzione e potenziare tutti gli impianti di compostaggio nel territorio comunale, e di promuovere la nascita di aziende che si occupino di riciclo, di centri per il riuso e il recupero del materiali usati. Attivando e utilizzando tutti gli impianti esistenti nel territorio comunale, è possibile poter avviare il sistema di raccolta differenziata, attuando graduatamente tutte le azioni necessarie per iniziare la strategia del "Rifiuto Zero".

Gli impianti comunali esistenti per i rifiuti differenziati:

1.    Impianto di Compostaggio provinciale con capacità di trattamento pari circa 10.000 tonnellate/anno (funzionante). Sito in area ASI Dittaino - Assoro.

2.    Centro Comunale di rr.dd. (C.C.R.) di Enna (non funzionante). Sito in c/da Scifitello - Enna.

3.    Centro Comunale di rr.dd. (C.C,R.) di Enna (funzionante). Sito in c/da Venova - Enna.

4.    Impianto privato di biomasse S.P.E.R. s.p.a (funzionante). Sito in area ASI Dittaino - Assoro.

5.    Isole Ecologiche comunali sparse in quasi tutti i quartieri (mai entrate in funzione).

6.    Piattaforma Morgan's s.r.l. consorziata CONAI sita in area ASI Dittaino - Assoro.

3.2 - PIANO DI SMALTIMENTO DELL’AMIANTO

Con l'emanazione della legge regionale 10/2014 la Sicilia si è dotata di una normativa per la tutela della salute e del territorio dai rischi derivanti dall'amianto per la decontaminazione, lo smaltimento e la bonifica.

Scopo della legge è il monitoraggio del rischio e delle patologie correlate all'amianto prevenendo e tutelando la salute nei luoghi di vita e di lavoro dai rischi connessi alla sua esposizione.

AZIONI

§      Sulla base delle linee guida regionali il Comune dovrà redigere il “Piano per lo smaltimento dell'amianto”.

§      Tra i luoghi che richiedono una maggiore attenzione si segnalano le coperture delle strutture dell'Ente Fiera di C.da Scifitello (1500 mq circa) ed i magazzini comunali adiacenti alla villa “Farina” in zona Pisciotto che sono siti frequentati spesso da visitatori e dipendenti e circondati da numerose abitazione.

3.3 - DISCARICA DI COZZO VUTURO

La discarica di Cozzo Vuturo prima è stata indicata e poi approvata (con decreto assessoriale n. 370/10 del 15/06/1993) nello strumento urbanistico come “area di discarica pubblica”. Attualmente è in itinere un ampliamento denominato “progetto area B2 Cozzo Vuturo” individuata quale "mega discarica regionale".

La suddetta area non è idonea ad ospitare una discarica, perché a causa delle caratteristiche stratigrafiche e geologiche del terreno, è sempre soggetta a grave rischio di dissesto idrogeologico.

L'area interessata inoltre presenta delle problematiche ambientali molto sensibili, nello specifico si trova, infatti, vicina a molte falde acquifere e torrenti attivi che sfociano nella diga Nicoletti. Oltre al rischio d'inquinamento ambientale, di fatto le numerose aziende agricole e zootecniche esistenti nelle zone limitrofe, che fanno uso dei pozzi d'acqua per l'abbeveraggio degli animali e l'irrigazione delle piante, sono esposte a forte rischio d'inquinamento, con possibile ricaduta di sostanze tossiche negli alimenti.

Un altro punto importante da considerare, è la mancanza di una copertura adeguata e la quasi assenza di manutenzione ordinaria della vasca principale per il recupero del percolato prodotto. A causa di queste mancanze si verifica con frequenza la fuoriuscita abbondante dello stesso, riversandosi per ruscellamento a valle e nei corsi d'acqua che sfociano nella diga Nicoletti, attualmente utilizzata anche come zona di balneazione nel periodo estivo.

Secondo la normativa in merito ai "Criteri costruttivi e Gestionali degli impianti di discarica", tale area dovrebbe essere soggetta ad una manutenzione ordinaria continua, ad una verifica dei lavori già eseguiti, ad un costante monitoraggio da parte dell’ARPA, per verificare se vi sono possibili fattori inquinanti che possano interessare i corsi d’acqua e le falde acquifere sottostanti, ed alla messa in sicurezza delle vasche non più in uso.

AZIONI

§      Chiudere definitiva la discarica di Cozzo Vuturo, con messa in sicurezza e bonifica dell'area, tramite la piantumazione di alberi appropriati, in modo da diminuire il rischio idrogeologico della zona.

§      Individuare un nuovo sito lontano da corsi d’acqua e terreni coltivati, minimizzando nello stesso tempo i costi di trasporto dei rifiuti. La nuova discarica rispetterà rigorosamente tutti i criteri progettuali e costruttivi, dettati dall'ultima normativa che sarà in vigore.

3.4 - INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO

Premesso che si è consapevoli della massiccia presenza di fonti elettromagnetiche (EM) e di come queste vincolano e veicolano i rapporti e la qualità del “sociale”, va detto che quanto stabilito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) rimane il riferimento legislativo principale.

Questa organizzazione ha definito i seguenti valori limite:

-       campi statici = 0 Hz

-       campi elettromagnetici a bassa frequenza (ELF) = >0 - 3 Hz

-       campi a radiofrequenza (RF) = 300 Hz - 300 GHz

ed ha prodotto, nel 1998, le “Linee Guida per la limitazione dell’esposizione umana a tutti i campi elettrici e magnetici”,basandosi sugli studi di ricerca sino ad allora condotti e sui risultati dagli stessi ottenuti in termini di certezza.

Appare però chiaro come dal 2002 le fonti di EM, incrementate dall’uso delle comunicazioni Wi-Fi e dai nuovi sistemi di comunicazione cellulare, abbiano cambiato il panorama, modificando l’incidenza dei campi elettromagnetici (CEM) sulla salute umana.

Ad Enna, in particolare, abbiamo visto crescere il numero delle antenne presenti nella zona Monte, contemporaneamente ad una diffusa preoccupazione tra gli abitanti delle zone limitrofe, infatti, sembra sia stato rilevato un incremento significativo di patologie legate all’esposizione ai CEM.

Peraltro, se consideriamo che l’informazione a riguardo non è stata delle più chiare, quanto fatto finora lascia troppi dubbi e dimostra che a volte, nascondersi dietro termini tecnici non è sinonimo di professionalità. Dunque, fare chiarezza sulla natura delle emissioni, sulla loro tipologia, sul loro perché e sull’eventuale incidenza sugli organismi viventi è un dovere primario.

AZIONI

§      Richiedere misurazioni comparative e certe, affidate a personale qualificato non legato ad enti regionali e locali in odore di connivenze politiche.

§      Effettuare rilevazioni “corrette” che consentano un’efficace strategia per affrontare e risolvere quanto le stesse normative europee e nazionali spesso eludono.

3.5 - RANDAGISMO

Il randagismo è prima di tutto un problema culturale; l’accalappiamento di massa dei cani vaganti sul territorio, il pagamento di circa € 460.000,00 l’anno ad un canile privato o la costruzione di un nuovo canile comunale non sono sufficienti ad arginare tale fenomeno.

AZIONI

§      Costruire micro-canili gestiti dalle associazioni animaliste in modo da abbassare i costi di realizzazione e gestione delle strutture e garantire un servizio migliore, sia nei confronti dei cittadini che nella gestione dei singoli animali.

§      Applicare la legge: (legge regionale 3 luglio 2000 n°15) che prevede la repressione dei reati di abbandono e maltrattamento; la sterilizzazione delle femmine o denuncia delle cucciolate padronali entro cinque giorni; il monitoraggio dei cani randagi e di quelli padronali presenti sul territorio comunale coinvolgendo le associazioni animaliste locali.

§      Attuare campagne di sensibilizzazione attraverso:

-       l’adozione e la corretta gestione dell’animale da parte dei privati cittadini;

-       l’attivazione, per iniziativa di associazioni animaliste, di un link sul sito del Comune, con le foto dei cani e la descrizione delle loro caratteristiche;

-       la promozione di iniziative nelle scuole attraverso interventi di esperti.

Realizzare un pronto soccorso per gli animali randagi gestito dai volontari delle associazioni animaliste e col supporto dai tirocinanti delle facoltà di Medicina Veterinaria.

 

 

 

 

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