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8 - URBANISTICA ED EDILIZIA

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8 - URBANISTICA ED EDILIZIA

8.1 URBANISTICA

In quanto disciplina che dovrebbe riguardare indistintamente gli interessi di un'intera comunità, l'urbanistica è da sempre al centro del dibattito politico o più esattamente lo è per gli interessi che essa suscita.

A tal proposito basta tener presente che lo strumento fondamentale attualmente vigente - il Piano Regolatore Generale della città - risale al 1979 e che successivamente ne è stato redatto un nuovo senza mai essere stato adottato. Questo “fermo temporale”, che qualcuno attribuirebbe ad un normale iter burocratico, deve, invece, far sorgere non pochi dubbi rispetto all'effettiva volontà della classe politica di dotare la città di uno strumento realmente efficace e su quanto ciò sia dipeso dagli interessi di qualcuno.

Dunque, l'unica certezza acquisita da questa vicenda è quella di avere una “nuova” pianificazione urbana inutilizzabile e divenuta pressoché obsoleta, il cui unico risultato è stato quello di aver sprecato ingenti risorse economiche.

AZIONI

§      Verificare approfonditamente i contenuti del “nuovo” P.R.G. e di tutte le varianti che si sono succedute, al fine di mettere in risalto e chiarire le possibili anomalie che negli anni sono state perpetrate.

§      Avviare una nuova pianificazione urbana (P.R.G.), da affidare agli esperti dei rispettivi ordini professionali (tecnici, urbanisti e architetti) presenti sul territorio che volessero farsi carico di tale incombenza, i quali, essendo consapevoli della realtà urbana locale, avvalendosi della partecipazione attiva della cittadinanza, potrebbero sviluppare una pianificazione partecipata giusta e realmente efficace.

§      Puntare sul concetto di “città intelligente” (meglio nota come Smart City), ovvero, una città più semplice e più coordinata, capace di garantire una maggiore qualità della vita (vero benessere) per i suoi abitanti e per la quale l’Unione Europea stanzia specifici fondi (Horizon 2020).

§      Sensibilizzare ed informare la cittadinanza sul concetto di “città intelligente” e sull’importanza della partecipazione attiva a sostegno delle azioni da avviare: per ridurre i consumi energetici degli edifici e le emissioni di anidride carbonica; per rendere più agevoli gli spostamenti e i trasporti; per promuoverne l’immagine turistica.

8.2 VIABILITÀ

Premesso che in tutti i paesi industrializzati non vi è città che non soffra dei problemi legati alla viabilità urbana, fra questi, l'inquinamento atmosferico, il tempo sprecato nelle congestioni del traffico cittadino o alla ricerca di un parcheggio sono tutti fattori che certamente non concorrono al benessere dell'individuo.

Soluzioni innovative a questi problemi sono state sperimentate e sono possibili senza dover aumentare il numero di corsie o di costruire parcheggi multipiano (spesso rimasti incompiuti o inutilizzati), nè, tantomeno, inutili infrastrutture dai costi insostenibili.

Chiarito ciò, date le caratteristiche morfologiche, funzionali e dimensionali di Enna, migliorare la viabilità urbana, soprattutto nella sua parte storica, non è cosa facile. Ne sono prova i diversi tentativi fatti in passato che non hanno prodotto benefici significativi data la loro applicazione localizzata anziché organica. Per questa ragione, in primo luogo, va osservato come la soluzione ai problemi della viabilità (traffico, parcheggi, ecc.), ancor prima che dalle possibili strategie, dipenda dall'approccio (intelligente) che il cittadino ha nei confronti degli stessi.

Questo approccio sarà possibile non solo attraverso una serie di divieti, mai ben accetti, ma soprattutto attraverso una programmazione degli interventi possibili che deve basarsi su una campagna di informazione preventiva e su una progettazione condivisa con i cittadini resi, quindi, partecipi del processo di miglioramento della città che si intende attuare.

AZIONI

§      Avviare processi di inversione di quelle che potremmo definire “radicate abitudini di comodo”, attraverso azioni che scoraggino l'uso dei mezzi privati e incoraggino l'utilizzo di sistemi di trasporto alternativi e più sostenibili. Bisogna, ad esempio, abituare il cittadino a comportarsi come sa già fare quando si trova in città o in paesi dove tali principi (smart) sono già consolidati.

§      Concordare con l'azienda privata del trasporto pubblico urbano un progressivo passaggio ad autobus di piccole dimensioni ed ecologici che favoriscano l'aumento del numero di corse, di ridurre i tempi di percorrenza e così, di limitare il traffico soprattutto nelle zone della città a maggiore vocazione commerciale.

§      Dotare le fermate dei mezzi pubblici di paline elettroniche informative riguardo alla destinazione e ai tempi di attesa.

§      Incoraggiare, attraverso campagne informative e applicazioni per tablet e smartphone, il sistema del car-pooling ovvero la condivisione di automobili private tra gruppi di persone, al fine di ridurre i costi del trasporto, ma soprattutto l'impatto sull'ambiente e sulla viabilità in generale.

§      Individuare percorsi ciclabili dedicati che non intralcino la viabilità e garantiscano l'incolumità dei ciclisti al fine di rendere realmente funzionali le stazioni di bike-sharing esistenti (giustificandone l’esistenza) e di promuovere una viabilità eco-sostenibile.

§      Adottare sistemi e strumentazioni di analisi capaci di fornire dati necessari per individuare le criticità (giorni, orari e numero di passaggi dei veicoli) per meglio definire le soluzioni viarie da adottare e l’effettiva necessità di parcheggi.

§      Adottare tecnologie più funzionali come i “semafori intelligenti”, capaci di individuare e ripartire la precedenza in modo più rapido e redditizio e di garantire maggiori condizioni di sicurezza stradale.

§      Attuare interventi per l'abbattimento delle barriere architettoniche, garantendo la circolazione e l'accessibilità agli spazi pubblici non solo ai pedoni anziani, ai bambini e ai disabili, ma anche a tutti gli altri cittadini (scivole, segnaletiche e percorsi dedicati).

§      Sensibilizzare sulle ricadute positive che il muoversi a piedi ha sulla viabilità e dunque, sulla vivibilità della città, oltre ai benefici per il proprio benessere fisico.

§      Istituire la temporanea pedonabilità di certe aree a vocazione commerciale del centro, secondo criteri stagionali, soprattutto nelle fasce orarie pomeridiane e nei giorni festivi, al fine di favorire una migliore vivibilità della città e una maggiore vitalità delle attività commerciali.

§      Rivedere il sistema dei parcheggi pubblici secondo i criteri normativi che li regolamentano (liberi, a pagamento, a rotazione, riservati ai residenti, ai disabili, etc.), prevedendo anche quelli destinati ai motocicli e alle biciclette.

§      Installare parchimetri per il controllo della sosta veicolare e per l’emissione dei ticket nelle principali zone con parcheggi a pagamento.

§       Individuare degli spazi idonei e condivisi per la sosta temporanea dei mezzi commerciali, da utilizzare nei giorni e nelle fasce orarie stabiliti per il carico e lo scarico delle merci.

§      Sollecitare il definitivo sblocco dell'iter burocratico per i lavori di ricostruzione e riapertura della S.P. 28 (strada Panoramica), data l'importanza fondamentale che questa arteria riveste per i collegamenti comunali ed extraurbani.

8.3 TUTELA E SICUREZZA

Ancor prima di ipotizzare qualsiasi soluzione o intervento in campo edilizio, di fondamentale importanza è la questione della tutela del territorio, al fine di scongiurare emergenze derivanti dai sempre più possibili disastri ambientali.

AZIONI

§      Condurre una verifica di quanto è stato costruito, in relazione ai rischi idrogeologici presenti sul territorio comunale, al fine di evidenziare eventuali criticità (derivanti da leggerezze burocratiche).

§      Verificare le condizioni di sicurezza sismica degli edifici di proprietà comunale, a cominciare da quelli scolastici.

§      Individuare le quantità preoccupanti di amianto presenti sul territorio comunale, prevedendone la bonifica.

§      Ridistribuire l'organico della Polizia Municipale al fine di ottenere un controllo del territorio più capillare, capace di garantire maggiori condizioni di sicurezza per i cittadini.

§      Riconvertire il sistema dell’illuminazione pubblica, passando a tecnologie innovative (LED) che consentano di ottenere un risparmio economico da reinvestire nella nuova illuminazione di aree che ne sono prive, al fine di garantire maggiori condizioni di sicurezza stradale.

8.4 EDILIZIA

Nell'ottica di uno sviluppo urbano sostenibile, il principio ritenuto maggiormente efficace dagli esperti (urbanisti, architetti e paesaggisti) è quello della rigenerazione urbana sostenibile, meglio semplificata con l'acronimo “RI.U.SO.

Questo concetto tende a:

a.    scoraggiare il più possibile le nuove edificazioni, riducendo al massimo il consumo incondizionato di suolo, al fine di mantenere e migliorare la bellezza del paesaggio urbano ed extra-urbano;

a.    promuovere la conservazione e la valorizzazione del patrimonio edilizio esistente (recupero), sostenendo nuove tecnologie e materiali ad alte prestazioni capaci di ridurre le emissioni di gas climalteranti, al fine di ridurre l’abbandono e il degrado del centro storico e favorire la conseguente maggiore attrattiva turistica;

a.    migliorare l'efficienza energetica e le condizioni di salute, sicurezza e comfort nei luoghi abitativi e di lavoro;

a.    determinare minori costi per la pubblica amministrazione, dunque più risorse da destinare ad altre necessità utili al miglioramento del benessere collettivo;

a.    offrire formidabili opportunità di lavoro per tutta la filiera dell'edilizia, favorendo l'operato dei tecnici (liberi professionisti) e, soprattutto, di tutte le piccole imprese presenti sul territorio.

AZIONI

§      Individuare tutti quegli edifici di proprietà comunale (ma anche privata) da poter destinare a politiche di “edilizia abitativa sociale” (Social Housing), secondo strategie e sistemi economicamente vantaggiosi sia per l'utenza che per l'amministrazione.

§      Sostenere i processi di recupero edilizio (rigenerazione) nel centro storico e non solo, attraverso azioni di supporto e assistenza diretta volte ad incoraggiare la compravendita fra i privati, soprattutto di quegli edifici in disuso o abbandonati.

§      In ambito extra-urbano, incentivare il recupero edilizio degli edifici rurali di pregio storico/paesaggistico/culturale, i quali, unitamente alla necessità di limitare il consumo di suolo agricolo e boschivo (risorsa preziosa e non rinnovabile), consentiranno la salvaguardia del paesaggio tipico ed incoraggeranno iniziative imprenditoriali a carattere ricettivo e agricolo.

Queste azioni, incentivate da procedure in parte già previste da specifiche leggi, se attuate, potranno: favorire interventi di recupero edilizio ad uso abitativo privato; incoraggiare la nascita di piccole attività di artigianato tipico e di strutture ricettive per l'accoglienza turistica, come ad esempio l'albergo diffuso.

Tutto ciò avrà come naturale conseguenza un incremento di popolazione nel centro storico e nelle parti di città ad esso limitrofe (oggi abbandonate), capace di favorire l’apertura di nuove attività commerciali di quartiere, o di garantire la sopravvivenza di quelle esistenti. Tali condizioni favoriranno, in modo altrettanto naturale, un ritorno ad una effettiva vitalità capace di garantire migliori condizioni di sicurezza, vivibilità e attrattiva turistica.

Ovviamente, da tutto ciò non sono escluse le parti periferiche della città, bisognose di migliori servizi di base, soprattutto riguardo alla vivibilità, alla sicurezza e al decoro urbano.

8.5 DECORO URBANO

Non meno importanti per il raggiungimento delle condizioni di benessere auspicate sono gli aspetti riguardanti il decoro urbano, talvolta strettamente connessi alla questione edilizia.

AZIONI

§      Adottare un “piano colore” - mai attuato sino ad oggi - che scongiuri, finalmente, il proliferare selvaggio di edifici azzurri, rossi, arancioni, ecc. Unitamente all'adozione di questo importante strumento (segno di civiltà), va fatta chiarezza anche sulle tipologie architettoniche da adottare, soprattutto nell'uso degli elementi "decorativi” e caratterizzanti degli edifici.

§      Recuperare e migliorare quelle parti del territorio urbano che sono oggetto di degrado (baraccamenti, recinzioni, costruzioni abusive e ecc.).

§      Ripristinare l’intera balaustra del Belvedere Marconi, in quanto elemento di fondamentale importanza per l’incolumità pubblica e per l’immagine stessa della città, rimasta per decenni vittima dell’incuria e del disinteresse più assoluto.

§      Regolamentare e razionalizzare la cartellonistica e le affissioni, al fine di garantire la corretta visuale delle indicazioni stradali di primaria importanza, ma anche una migliore visibilità per chi ne fa uso in modo legittimo.

§      Migliorare e incrementare la presenza e l’efficienza degli arredi urbani (panchine, fioriere e cestini), dell'illuminazione pubblica, oltre all’eventuale ripristino di piazze e marciapiedi.

§      Attuare una manutenzione ordinaria regolare delle sedi stradali e delle parti ad esse pertinenti, la cui funzionalità ha ripercussioni sull'effettiva efficienza della viabilità e dunque, sulla sicurezza stessa per il cittadino. In tal senso, sarà indispensabile una costante pulizia delle erbacce lungo i marciapiedi in ogni parte della città e senza discriminazioni di quartiere.

§      Ripristinare i bagni pubblici già esistenti e rimasti chiusi per molti anni, in quanto servizi di primaria necessità (sempre sottovalutati) capaci di misurare il grado di civiltà di una società.

§      Valorizzare il fenomeno sociale del graffitismo, da intendersi non come mero fenomeno di vandalismo verso il quale diventa logico prevedere provvedimenti (video sorveglianza) e sanzioni adeguate contro i “writers”, ma quale forma di espressione artistica da incoraggiare a vantaggio del decoro urbano di alcune parti della città, secondo criteri di individuazione e di assegnazione ben programmati.

 

8.6 VERDE PUBBLICO

Da diversi decenni il verde pubblico della città sembra far parte a pieno titolo delle opere incompiute; in particolare quelle storicamente note ai cittadini, sono quattro:

-       la Villa Farina;

-       la Villa Torre di Federico;

-       il Belvedere Marconi;

-       le aree verdi esterne e interne al Castello di Lombardia.

Rispetto a quanto avveniva in passato, queste aree sono rimaste pressoché abbandonate a causa di una gestione pessima o assente che le ha lasciate prive della custodia e della giusta attenzione.

AZIONI

§      Riprogrammare i giorni e gli orari di apertura e chiusura delle ville pubbliche presenti in città, prevedendo la maggiore presenza del “custode”, al fine di garantire il costante controllo e la maggiore fruibilità delle stesse.

§      Affiancare la figura del giardiniere a quella del "custode", per garantire la costante manutenzione del verde e la pulizia degli spazi adiacenti, migliorandone la vivibilità e il decoro. Tali figure professionali (o da professionalizzare) possono essere facilmente individuate attraverso una ricollocazione del personale comunale esistente.

§      Creare, all'interno delle aree verdi pubbliche esistenti, piccoli vivai per la piantumazione di fiori e piante (possibilmente autoctone) che possano essere utilizzate per abbellire strade e quartieri del centro storico nei mesi primaverili ed estivi.

§      Predisporre delle “aree Dog” all’interno delle principali zone a verde della città. In queste aree, delimitate e regolamentate, dove sarà possibile trovare i cestini per la raccolta degli escrementi, i cittadini possessori di cani potranno lasciare liberi il propri animali (vigilando), senza arrecare disturbo alla comune utenza.

§      Individuare nuovi spazi ricreativi all'aperto per anziani (campi di bocce e postazioni fisse per i giochi da tavolo).

§      Garantire, all'interno delle aree verdi pubbliche esistenti, la sufficiente presenza di illuminazione artificiale (meglio se a basso consumo energetico), di panchine e sedute di vario genere e di cestini idonei alla differenziazione dei rifiuti.

§      Garantirne anche nelle principali aree a verde della città la presenza dei servizi igienici.

§      Ripristinare e ridistribuire, secondo logiche di effettiva necessità, le aree per il gioco dei bambini garantendo il gioco anche a bambini con disabilità motoria.

§      Ampliare la superficie verde della città, affidando le piccole aree all'interno dell'abitato a gruppi di privati cittadini per la realizzazione di giardini o orti urbani. Ciò porterà vantaggi non solo di tipo ambientale, paesaggistico o più semplicemente ornamentale, ma favorirà i rapporti sociali fra le persone che ne avranno cura, oltre a dei piccoli ritorni economici per gli stessi, derivanti dal consumo o dallo scambio dei prodotti o dai possibili sgravi sui tributi comunali.

Attuare un tavolo tecnico per prendere coscienza dello stati dei fatti riguardo la necessità di una grande area a verde che unifichi in qualche modo la frammentarietà dell'abitato di Enna bassa.

 

 

 

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