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Davide Solfato sulle dimissioni dalla presidenza della Commissione rifiuti

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Solfato (M5S) sulle dimissioni dalla presidenza della Commissione Rifiuti Nonostante il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle sia sempre stato favorevole alla Commissione Speciale sui rifiuti, pur avendo apprezzato il fatto che la scelta dei membri della stessa sia ricaduta su di me, poiché i lavori della Commissione sono partiti con quattro mesi di ritardo, oggi, per sopravvenuti impegni lavorativi, non posso accettare la Presidenza ma contribuire solo da componente. 

Le forze politiche a sostengo dell’Amministrazione non hanno tenuto conto di queste motivazioni, che ho ribadito più volte prima della votazione, procedendo d’imperio alla mia nomina. 

Non ho alcuna intenzione di fare il presidente di facciata, trattandosi di un ruolo che richiede il massimo dell’impegno che, attualmente, non potrei garantire. 

Inutile dire che non ho gradito questa “forzatura” e mi riservo di segnalare l’accaduto agli organi competenti per l’aggravio di spese comunali che ciò ha comportato. 

A nulla valgono le motivazioni di natura tecnica che sono state avanzate in ordine al fatto che la presidenza di questa commissione spettasse alle minoranze, poiché altrimenti si dovrebbero rivedere tutte le presidenze delle commissioni consiliari compresa la Presidenza del Consiglio. Oltre al fatto che questa insistenza a dare la presidenza alla minoranza, appare sospetta perché proviene dalle stesse persone che, pur di non dare una semplice vicepresidenza in commissione consiliare al M5S, ha fatto di tutto.  

Pertanto, il mio gesto non rappresenta il tentativo di declinare una responsabilità ma, al contrario, è dettato dal forte senso di coerenza e responsabilità politica che ci contraddistingue.

Rendiconto. Troppe criticità rilevate dai Revisori dei conti

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“La presentazione del Rendiconto da parte dell’assessore al Bilancio Ilaria Marazzotta è stata troppo entusiastica e, casualmente, non ha espresso alcuna delle criticità che sono state, invece, sollevate dal Collegio dei Revisori dei Conti e da noi più volte  segnalate in passato, come la mancanza di un monitoraggio costante e automatico delle passività e delle riscossioni dei crediti da parte dell’Ente, la mancata istituzionali dell’Albo dei beneficiari economici così come previsto per legge, che si traducono in una mancanza di trasparenza o, ancora, la questione delle partecipate, prima fra tutte Floristella”, esordiscono i consiglieri del Movimento 5 Stelle, Cinzia Amato e Davide Solfato. 

Sulla questione Floristella, infatti, è inconcepibile il fatto che l’Amministrazione non sia ancora intervenuta, tenuto conto che il Comune di Enna contribuisce annualmente per quasi 45mila euro l’anno senza che vi sia alcuna documentazione contabile della gestione, che comunque è a dir poco lacunosa, visto lo stato di abbandona in cui versano i luoghi”. 

“Come ho avuto modo di precisare in aula”, continua il portavoce, “la stessa affermazione dell’assessore secondo cui non ci sia stato avanzo non è del tutto precisa, poiché dall’analisi del pre consuntivo, parte delle somme successivamente inserite nel Fondo Rischi e nel Fondo Crediti di dubbia esigibilità, si sarebbero potute spendere e investire in città, già nell’esercizio di riferimento. Ci sembra, infatti, che sia stato utilizzato un criterio molto più prudenziale del dovuto, considerando lo stralcio dei crediti inesigibili dalla contabilità economica patrimoniale del Comune, di circa 4 milioni di euro, unica cosa per noi condivisibile, perché rende più realistica la lettura del bilancio”.  

Per la consigliera Amato, “al di là delle questioni contabili, una nota stonata di questo Consiglio comunale è stato l’exploit dell’assessore Ferrari in riferimento alla questione del Bando periferie, sollevata in aula. Ancora una volta, infatti, la Giunta Dipietro, con questo ennesimo attacco al Governo 5 Stelle e alla sua ‘mancanza di cultura’, ha dimostrato di non essere interessata ad una collaborazione fattiva con i rappresentanti istituzionali ‘per il bene della città’, ma alla campagna elettorale già in corso”.

Assestamento di Bilancio: artifizi contabili e soliti emendamenti dell’ultimo secondo. M5S vota contrario

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“Non siamo disposti ad avallare i soprusi di quest’Amministrazione”, commenta così il portavoce Davide Solfato la decisione di non votare a favore di “quella che è una vera e propria variazione di bilancio mascherata da ‘manovra di assestamento’. 

“L’emendamento presentato all’ultimo momento in occasione del Consiglio comunale dello scorso 20 agosto, per il quale è stato concesso un brevissimo rinvio di 2 giorni per studiarlo”, spiga Solfato, “ha fatto chiaramente emergere la natura politica della manovra, in quanto al suo interno sono previste alcune variazioni che avrebbero richiesto un iter di valutazione differente. 

Inoltre, a nostro parere, è stato fatto un artifizio contabile in tema di rifiuti. Sono stati inseriti € 360.000 di maggiori oneri aggiuntivi per maggiori conferimenti in discarica. Il fatto che siano arrivati in questo momento, con scadenza dell’assestamento e del consuntivo già avvenuta, ha consentito di coprirli con l’avanzo 2017 e allo stesso tempo di non aumentare la tariffa. Sembra una cosa virtuosa ma, a questo punto, la tariffa non è veritiera e si utilizzano risorse del bilancio, in contrasto con il principio stesso della Tari. Infatti, basterebbe chiedersi come mai questa somma così considerevole non è stata prevista in anticipo nel piano finanziario. 

Operazione contabilmente consentita per le somme impreviste, ma da noi prevista con largo anticipo già sei prima in II commissione, quando abbiamo avuto modo di incontrare i vertici di Eco Enna Servizi. 

Inoltre, si è avuto modo di chiedere al Presidente del Consiglio comunale che fine abbia fatto la famosa Commissione Speciale sui rifiuti, che avrebbe consentito di chiarire anche le tante criticità della discarica di Cozzo Vuturo, che solo oggi sembrano interessare le altre forze politiche”. 

Solfato ha parlato a riguardo di un vero e proprio ‘business’ del percolato, visto che le vasche non sono mai state messe in sicurezza, nonostante i finanziamenti previsti per le bonifiche.  

“Saremmo anche stati disposti a votare una parte dell’emendamento, se dallo stesso fosse stata scorporata la materia rifiuti e se ci fossero state consentite le nostre manovre politiche”. 

“Il Movimento 5 Stelle si dissocia da questo modo di lavorare”, conclude Cinzia Amato, “che utilizza il Consiglio comunale, organo eletto dai cittadini, come mero strumento di copertura di sistemi a noi non graditi perchè antidemocratici, non di certo per non fare il bene della città, tant’è vero che abbiamo votato a favore la delibera di Giunta di modifica al DUP per consentire la stabilizzazione dei precari comunali”. 

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